Un progetto di Nico Angiuli a cura di Vessel nell’ambito del programma Terra Piatta

in collaborazione con Casa Di Vittorio

Settembre 2014 – Marzo 2015

Grazie al sostegno di

ARTE, PATRIMONIO e DIRITTI UMANI

concorso per giovani artisti e istituzioni culturali

ideato e curato da Connecting Cultures con la collaborazione della Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura

In occasione del concorso per giovani artisti e istituzioni culturali ARTE, PATRIMONIO e DIRITTI UMANI ideato e curato da Connecting Cultures con la collaborazione della Fondazione Ismu – Settore Educazione – Patrimonio e Intercultura, l’artista Nico Angiuli (Adelfia, 1981), vincitore della terza edizione del premio con la proposta Tre Titoli: un film corale sulla Cerignola di ieri dentro quella di oggi, ha intrapreso la prima fase di una ricerca in loco in cui aneddoti storici ed esperienze politiche della vita contadina cerignolana si intrecciano con le dinamiche contemporanee di una comunità di donne e uomini ghanesi che da anni (e in maniera pressocché stanziale) occupa una serie di poderi abbandonati e lavora nei campi della frazione Tre Titoli, a pochi chilometri da Cerignola. La comunità raggiunge nei mesi invernali talvolta anche 300 abitanti, duplicando o addirittura triplicando il proprio numero durante i mesi estivi, quando ogni membro è impegnato nel lavoro cosiddetto stagionale e di raccolta del pomodoro, che da decenni caratterizza la manodopera agricola pugliese.

Ben note all’opinione pubblica sono le vicende legate al caporalato e allo sfruttamento dei migranti “illegali” nelle campagne del foggiano: se ne sono occupati quotidiani, inchieste, documentari italiani e internazionali, e giornalisti che con reportage hanno ritratto scenari apocalittici, e facce e voci che si ripetono, tutte più o meno uguali, a commento di immagini scioccanti. Pur non evitando la dura realtà dei fatti, l’artista intende abbandonare la bidimensionalità della cronaca per lasciare emergere, attraverso la pratica dell’autoracconto, complessità e tensioni esistenti tra processi di assimilazione e di resistenza, tra lavoro, sfruttamento e rifiuto, tra politiche di normalizzazione e micropratiche spontanee e necessariamente marginali.

Sulle tracce dell’eredità sindacale cerignolana nutrita dal contributo nel secolo scorso della significativa figura di Giuseppe Di Vittorio, la proposta di Nico Angiuli mira a favorire nelle coscienze dei nuovi abitanti della Capitanata una forma di consapevolezza sulle lotte contadine, sulle conquiste sindacali e su di un patrimonio umano, sociale e culturale da questi ignorato. Il processo di scoperta, approfondimento e riattualizzazione della storia del lavoro bracciante intende coinvolgere e produrre partecipazione tra giovani cerignolani, studenti, precari, artisti, attivisti e nuovi abitanti, in particolare della comunità di Tre Titoli. Ma in cosa consiste il lascito di Di Vittorio nella vita cittadina e rurale di oggi, e come lo si è tramandato attraverso l’azione del sindacato? Come e perché gli scrittori locali hanno smesso di raccontare le vicende contadine, fermi agli anni dell’abbandono delle terre e della corsa alla città?

Nel tentativo di dare risposta a queste domande, Tre Titoli: un film corale sulla Cerignola di ieri dentro quella di oggi mette in campo i saperi e le competenze comuni nonché l’eterogeneo patrimonio culturale e sociale del territorio articolandosi innanzitutto in una serie di laboratori tesi alla costruzione di una narrazione corale il cui carattere fittizio e romanzato sarà il risultato inedito del contributo come protagonista di ogni partecipante, coinvolto in questa occasione tanto nell’ideazione e nella scrittura della sceneggiatura quanto nell’interpretazione del film.

Nico Angiuli ha studiato Belle Arti a Roma e a Bari, e presso IUAV di Venezia;

suoi docenti sono stati Tania Bruguera, Antoni Muntadas, Olaf Nicolai, Cesare Pietroiusti e Angela Vettese. La ricerca e la pratica di Nico Angiuli è incentrata sui modelli di sviluppo socio-economici e sulla loro esperienza diretta e fisica. È artista in residenza nel 2011 presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, nel 2012 presso il Centro Negra in Spagna, e nel 2013 presso il Tirana Art Lab in Albania e in Svizzera grazie al programma di mobilità di Viafarini in collaborazione con Ecav / Ecole cantonale d’art du Valais.

Riceve diversi riconoscimenti e premi in Italia e all’estero. Ha tenuto performance ed esposto lavori al MART di Trento e Rovereto, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, alla Fondazione Pistoletto di Biella, al MAAM / Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz_città meticcia di Roma, al NOoSPHERE Arts di New York, alla quarta edizione della Biennale di Atene in collaborazione con Vessel, allo SPAC / Spazi Pubblici Arte Contemporanea di Buttrio, al Teatro Nazionale di Tirana, al Bozar / Palais des Beaux-Arts de Bruxelles  e al S.a.L.E. Docks di Venezia.

Terra Piatta è un programma di ricerca e produzione artistica, sociale e culturale a cura di Vessel con un focus specifico sulle pratiche artistiche in dialogo con il contesto rurale. Pur scegliendo come area specifica d’intervento quella della Capitanata, in provincia di Foggia, Terra Piatta allarga i suoi interessi a comprendere la costruzione di network nazionali ed internazionali di confronto su queste tematiche, con la prospettiva di definire nuovi approcci metodologici e di interscambio con le comunità locali.

Per info:

www.vesselartproject.org

www.connectingcultures.info