Ehsan Fardjadniya
6 – 16 Settembre

Workshop e Presentazione con Jack Spittle
13 Settembre, ore 19:00
Spazio 13, Via Colonnello de Cristoforis, 8, Bari

Ehsan Fardjadniya considera l’arte e la cultura in quanto agenti stimolatori di cambiamento attraverso un sovvertimento progressivo per il raggiungimento della giustizia e dell’emancipazione dall’oppressione. In quanto artista, posiziona sé stesso come agente sociale per una nuova trasformazione. E questo può essere ricondotto alla giovane esperienza di fuga dall’Iran nel 2000, e alla ricerca di una nuova posizione artistica, all’interno di una nuova società.

Queste esperienze hanno reso Ehsan Fardjadniya consapevole dei meccanismi del potere, dei sistemi di dominazione, di esclusione razziale o di classe e, di conseguenza, della funzione dell’arte satirica, critica ed emancipatrice.

Come può l’arte stessa che mi ha condotto in questa posizione, emancipare le persone e altri soggetti simili? Il lavoro di Ehsan mira a esplorare e esaminare il ruolo dell’arte e l’utilizzo dell’attivismo artistico, con particolare attenzione alla decodificazione dei meccanismi sociali e alla loro disfunzione, ad es. attraverso la formazione di nuovi spazi pubblici, anche temporanei, dedicati alle resistenze artistiche e poetiche e i movimenti emancipatori. La maggior parte del suo lavoro consiste in spettacoli e interventi nello spazio pubblico così come sculture sociali e piattaforme o installazioni partecipative.

Per l’IIM Ehsan indagherà le questioni legate alla migrazione in Puglia, spesso connesse allo sfruttamento del lavoro migrante e alle economie visibili e invisibili, attraverso l’incontro con progetti e iniziative autogestite in cerca di metodologie differenti di autonomia. In questa indagine, l’artista sarà accompagnato da Jack Spittle, uno dei membri di Radio Ghetto Voci Libere.

BIO

Ehsan Fardjadniya è un artista Iraniano, filmmaker, fondatore e iniziatore dello Stateless Immigrants Pavilion a Venezia e del Pirate Cinema nei Paesi Bassi. Nel 2000, è dovuto fuggire dall’Iran come rifugiato politico a causa delle sue inclinazioni per le pratiche artistiche e attivistiche e da allora lavora e vive tra Amsterdam e Londra. Ha completato la sua educazione artistica al Royal College of Fine Art di L’Aia nel 2006 e consegue un Master of Fine Arts presso la Goldsmiths University di Londra nel 2008. Il suo lavoro comprende pratiche di arte partecipativa, interventi nello spazio pubblico, performance, video arte e cinema sperimentale.

http://ehsancritique.com