Il Comitato Scientifico di vessel è composto da Charles Esche, Ilaria Gianni, Cecilia Guida, Denis Isaia, Viktor Misiano, Marco Petroni e Roberto Pinto insieme alle curatrici di Motore di Ricerca, Viviana Checchia e Anna Santomauro.

 

Charles Esche (1962) è scrittore e curatore. Direttore del Van Abbemuseum, Eindhoven e co-direttore del Afterall Journal and Books di Central St.Martins College of Art and Design, Londra. Visiting lecturer presso molteplici Accadeime di Belle Arti europee e membro del Comitato Scientifico di Manifesta. Negli ultimi anni, ha curato le seguenti biennali: 5th U3 Triennale di Ljubljana, Slovenia, 2010; 3rd Riwaq Biennale, Ramallah, Palestina, 2009 insieme a Reem Fadda,  2nd Riwaq Biennale 2007 insieme a Khalil Rabah; la 9th Biennale di Istanbul 2005 insieme a Vasif Kortun, Esra Sarigedik Öktem e November Paynter e Biennale di Gwangju 2002 in Korea con Hou Hanru e Song Wang Kyung. Dal 1998 al 2002 ha coordinato il progetto internazionale di ricerca d’arte accademica chiamato ‘protoacademy’ presso l’Edinburgh College of Art. Dal 1993 al 1997 è stato Visual Arts Director presso Tramway, Glasgow dove ha curato le mostre di Elisabeth Ballet, Christine Borland, Roderick Buchanan, Douglas Gordon, Jonathan Monk, Stephen Willats e Richard Wright così come colletive tra cui Trust e The Unbelievable Truth. Una selezione dei suoi testi è Modest Proposals, edito da Baglam Press, Istanbul 2005. Ha scritto per numerosi cataloghi e riviste tra cui: The Netherlands, for example (ed.), JP Ringier, 2007; Collective Creativity, Fredericianum, Kassel, 2006; Artur Zmijewski, Hatje Cantz Verlag, 2005; Shifting Map, NAI, Rotterdam, 2004. Ha scritto, tra le altre, per le riviste d’arte Artforum, Frieze, Parkett e Art Monthly.

Ilaria Gianni è una scrittrice e curatrice indipendente che vive a Roma. In seguito alla Laurea in Storia dell’Arte all’Università La Sapienza di Roma ha conseguito un MFA alla Goldsmiths, University of London. Attualmente è co-direttore della Nomas Foundation di Roma. É Professore Aggiunto d’Arte presso la John Cabot University di Roma e docente del Master of Art della Luiss Guido di Roma. Nel 2008 ha co-fondato il magazine d’arte IMpress e dal 2009 è membro del collettivo Art at Work. Ha curato numerose mostre tra cui Roommates , MACRO (Roma, 2010); Voices from Silence, Galerie Opdhal (Berlin, 2010);  Desiring Necessities, John Hansard Gallery (Southampton, 2009); Fragile Currency, Klemm’s Galerie (Berlin, 2009); Flux Capacitor, Extraspazio (Roma, 2008, co-curata con Isobel Harbison); Behind, Monitor Gallery (Roma, 2008); Here Once again. Where Art and Cinema Interact, MOA e Loop Gallery (Seoul, 2008, co-curata con Hyunjoo Byeon e Jungmin Kwon); I desired what you were, I need what you are, Maze Gallery (Torino, 2008), e Step in Step out, Fondazione Adriano Olivetti (Roma, 2006/2007). Ha inoltre coordinato mostre e conferenze per musei e contribuito con testi a vari cataloghi d’arte. Ilaria Gianni collabora con riviste, quali NERO, Lo Specchio+, Circa, Flash Art, Arte e Critica.

Cecilia Guida (1978) è Dottore in Comunicazione e Nuove Tecnologie (IULM, Università di Milano) e curatrice indipendente. La sua tesi di dottorato, dal titolo “Spatial Practices. Quale funzione pubblica e politica per l’Arte nella società delle reti?” analizza gli effetti socio-politici (reali e potenziali), a livello locale e globale, dell’essere connessi alla Rete e della partecipazione attiva degli utenti/co-autori nell’ambito dell’arte contemporanea. E’ stata assistente alla didattica presso l’Università IUAV – Treviso, la Sapienza e l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Ha curato vari progetti espositivi in Italia e all’estero. Nel 2009 ha partecipato a “Unidee in Residence 2009”, programma di residenza internazionale della Fondazione Pistoletto di Biella e nel 2010 ha lavorato come ricercatrice all’Institute of Network Cultures-INC di Amsterdam.

Denis Isaia è ricercatore culturale e curatore d’arte contemporanea. Nel 2006 avvia il concorso per giovani curatori Best Art Practices con il tema mostre in spazi non convenzionali. Nel 2007 vince il premio per giovani curatori Borsa Arte Giovane di Genova con la mostra Del paese e altre storie. Nel 2008 è assistente dei Raqs Media Collective con cui co-cura i 45 eventi in 111 giorni del progetto Tabula Rasa. Nello stesso hanno inaugura la prima edizione del Premio alle passioni la seconda luna. Nel 2009 inaugura il progetto curatoriale cosa ho visto di bello, un’indagine sulla descrizione e sulla narrazione del bello contemporaneo, tutt’ora in corso. Da luglio dello stesso anno è direttore del progetto artistico di Anna Scalfi indeposito, un deposito gratuito di opere d’arte. Nel 2010 concentra la sua ricerca sul ruolo del curatore nelle dinamiche della Storia dell’arte. Affianca abitualmente alla attività di ricerca quella di speechswriter. Ha curato progetti collettivi e mostre personali fra cui: From and to, Ognuno è internazionale al suo presente, Qatees, Three stories of balance on the threshold of fiction,  Il titolo è il pubblico.

Viktor Misiano è nato a Mosca nel 1957, dove vive. Dal 1980 al 1990 è stato curatore al Pushkin National Museum of Fine Arts di Mosca. Dal 1993 al 1997 è stato direttore del Centro per l’Arte Contemporanea (CAC) di Mosca. Ha curato molte esposizioni di arte contemporanea a Mosca, Roma, Helsinki, Tours, Monaco, Parigi, Berlino, Ljubljana. E’ stato curatore della partecipazione russa alle Biennali di Istanbul (1992), Venezia (1995, 2003), Valencia (1999). E’ stato uno dei curatori di Manifesta I a Rotterdam nel 1996. Nel 2005 ha curato il Padiglione dell’Asia Centrale alla 51a Biennale di Venezia. Dal 1993 ad oggi è il fondatore e direttore del “Moscow Art Magazine” (Mosca); dal 2003 ad oggi è uno dei fondatori e l’editore del Manifesta Journal. Journal of Contemporary Curatorship” (Amsterdam-Ljubljana). E’ autore di numerosi articoli sull’arte contemporanea, la fotografia e la teoria artistica. Nel 2007 ha realizzato un progetto di mostra, dal titolo Progressive Nostalgia. Art from the Former USSR, allestita presso varie istituzioni, come: il Centro per l’Arte Contemporanea di Prato, il Benaki Museum di Atene, il KUMU a Tallinn e il KIASMA ad Helsinki.

Marco Petroni, laureato in giurisprudenza, studia storia dell’arte e dell’architettura contemporanea, ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, cura la rubrica Sud su Abitare.it . Curatore e responsabile della comunicazione presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Ha sviluppato progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare: Nanotech design in collaborazione con Laboratorio di Nanotecnologie di Lecce, Luce sul design con la direzione scientifica di Francesco Moschini, Passages, Super – sentieri neobarocchi tra arte e design, Autarcky e Botanica di FormaFamtasma, Mischer’Traxler – Naturally combined. Ha collaborato alla realizzazione e progettazione della nuova sezione multimediale e interattiva della Fondazione Plart “Plastiche Alchemiche”. E’ direttore artistico della collezione Sud di TerreBlu (Francesca Lanzavecchia, Giovanni Innella e Gionata Gatto). Ha tenuto lezioni presso Naba e il Politecnico di Milano.

Roberto Pinto è curatore indipendente e storico dell’arte. È ricercatore di Storia dell’arte contemporanea all’Università di Trento. È stato caporedattore di Flash Art, ha curato mostre come la Biennale di Gwangju (2004), la Biennale di Tirana (2005), Subway (vari sedi, Milano, 1998), Transform (varie sedi, Trieste 2002), Spazi Atti (PAC, Milano, 2004), Dimensione Follia (Galleria Civica, Trento, 2004), Confini (Man, Nuoro, 2006). Ha curato le otto edizioni del programma di incontri e conferenze La generazione delle Immagini (Accademia di Brera e Triennale di Milano) e i relativi libri. Tra i suoi libri, si segnala Lucy Orta, Phaidon Press, London 2003. Dal 2004 al 2007 è stato curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti, Como, e dal 2007 è co-curatore del Cecac (Corso europeo per curatori d’arte contemporanea) organizzato dalla Fondazione Ratti e dalla Provincia di Milano.

Viviana Checchia (1982) è una curatrice indipendete, critica e PhD candidate presso la Loughborough University (UK). Ha lavorato come assistente curatrice presso Eastside Projects, non for profit space a Birmingham (UK) dove si è occupata di varie mostre tra cui un solo show by Liam Gillick (Two Short Plays). I suoi progetti come curatrice indipendente includono Back to Rome,solo show by Angelo Castucci (2010); There’s something to this (but I don’t know what it is) solo show by Helen Brown alla Nitra Gallery- Slovakia(2010) e Twist, curatorial project co-curato con Eleonora Farina presso uqbar, 91mQ, Golden Parachutes e l’Hungarian Institute of Culture a Berlino (2011); ha organizzato vari talks e screenings dedicati al tema dell’arte e del cambiamento sociale così come relativi ai paesi della così detta Europa dell’Est. Ha partecipato a vari corsi curatoriali tra cui: European Course for Contemporary Art Curators (CECAC) a Milano organizzato dalla Provincia di Milano e dalla Fondazione Antonio Ratti (2009), così come all’ AICA International Summer Seminar Program of Art  in Armenia (2009) e al Gwangju Foundation Course for International Curators (2010).

Anna Santomauro (1983) vive e lavora come curatrice tra Bari e Bologna. Collabora da alcuni anni con neon>campobase, associazione non profit per l’arte contemporanea, per la quale ha curato il programma di approfondimento dedicato al video (Playlist, Neon>focus on video artists e, insieme a Vincenzo Estremo, neon>video selection). Nel 2009 inizia la collaborazione con Viviana Checchia per i progetti 1h art, Festa del Migrante e Green Days. Insieme a Vincenzo Estremo sta portando avanti una ricerca progettuale incentrata sui cambiamenti sociali derivati dai nuovi fenomeni di mobilità e sul concetto di identità e comunità. Scrive per Arte e Critica. E’ fondatrice, insieme a Viviana Checchia, dello spazio non profit vessel.